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SIOT: “MERO” ENTRA NELL’ASSETTO SOCIETARIO

10 gennaio 2013 – Il Gruppo TAL, consorzio transfrontaliero che gestisce l’Oleodotto Transalpino e di cui fa parte anche la SIOT di Trieste, rende noto che l’azionista Shell Deutschland, con sede ad Amburgo, il 21 dicembre 2012 ha venduto parte delle proprie azioni, equivalenti al 5% del capitale sociale di ciascuna società del Gruppo.

Il nuovo azionista è MERO Cr, società con sede a Kralupy nad Vltavou, in Repubblica Ceca, che detiene e opera il tratto ceco dell’oleodotto Druzhba e dell’oleodotto IKL (Vohburg – Nelahoszeves).

MERO è controllata al 100% dallo Stato ed è la sola società a trasportare il greggio all’interno della Repubblica Ceca. L’acquisizione di una quota azionaria TAL rappresenta un’operazione strategica attraverso la quale MERO intende garantire l’indipendenza e la sicurezza dell’approvvigionamento energetico del Paese in quanto l’Oleodotto Transalpino costituisce un’importante alternativa al rifornimento di greggio proveniente dalla Russia attraverso l’oleodotto Druzhba.

Al momento l’assetto societario del Gruppo TAL, formato da alcune delle majors del petrolio a livello mondiale, è così composto: OMV, Shell, Ruhr Oel, ENI, BP, ExxonMobil, C-Blue Limited (Gunvor), Mero, Phillips 66/Jet Tankstellen  e Total.

L’ingresso tra gli azionisti TAL della società ceca Mero avviene a sei mesi dall’accordo siglato con la Gunvor, il colosso mondiale di trading dei prodotti energetici, che ha consentito di riavviare la fornitura di greggio destinato alla raffineria di Ingolstadt, in Germania, e di recuperare nell’ultimo trimestre del 2012 i traffici petroliferi dello scalo triestino.

Il Gruppo TAL ha recentemente previsto un aumento del trasporto di greggio dalla SIOT alle raffinerie del centro Europa che potrebbe superare i 40 milioni di tonnellate, con più di 500 petroliere attese nel Golfo di Trieste. Nel 2012 al Terminale Marino SIOT sono attraccate 409 navi e sono state movimentate complessivamente 35 milioni di tonnellate di greggio, l’incremento stimato per il 2013 è di circa il 20% in più rispetto all’anno precedente, a conferma del primato e del ruolo strategico del Porto di Trieste per il mercato energetico europeo.